CONCERTO MEDITAZIONE: IL CAMMINO DI SALVEZZA ATTRAVERSO IL VANGELO Da questo fatto trae origine l’annuncio per comunicare a tutti questa buona notizia: “Dio ha resuscitato Gesù che voi avevate crocifisso” . Evangelizzare, dunque, significa portare questa “buona notizia” a tutti. Gesù aveva già parlato di Vangelo di Dio, cioè di una buona notizia: quella, cioè, che Dio voleva attuare il suo regno di salvezza, e che Lui, Gesù, era stato mandato nel mondo per questo. Tuttavia, per attuare questo Regno, Gesù non soltanto doveva agire nella potenza di Dio (esorcismi, guarigioni, miracoli), ma doveva rendere capace l’uomo di accogliere questo Regno e perciò togliere il peccato che intralcia la vita dell’uomo. Al tempo stesso, Gesù doveva mettersi dalla parte dell’uomo per: sperimentare fino in fondo la nostra condizione in modo da comprenderci profondamente a partire dalla nostra debolezza e quindi essere in grado di aiutarci. Nella nostra condizione di debolezza riuscire ad essere fedele al Dio della vita, in modo che nella nostra debolezza sappiamo, impariamo anche noi ad essere fedeli col Dio della vita per avere la vita piena. Questi sono alcuni motivi del cammino di Gesù verso la croce, la sofferenza e la morte, che segnano la vita degli uomini e della storia. stiamo sempre parlando di “Vangelo”, cioè di “buona notizia”; Gesù è venuto a portare il Regno di salvezza per l’uomo; per poterlo comunicare ha dovuto e voluto vivere nella nostra situazione sperimentando sofferenza e morte a vantaggio di tutti; Gesù è risorto per la potenza di Dio: ha vinto la morte e ha superato la sofferenza, perché addirittura servisse anch’essa alla salvezza: anche ciò che non è salvezza (=la sofferenza!), Dio è capace di servirsene per la salvezza. CHIESA .....................................- DATA DEL CONCERTO .................... AKATHISTOS ALLA MADRE DI DIO Akathistos si chiama per antonomasia quest'inno liturgico del secolo V, che fu e resta il modello di molte composizioni innografiche e litaniche, antiche e recenti."Akathistos" non è il titolo originario, ma una rubrica:"a-kathistos" in greco significa "non-seduti", perché la Chiesa ingiunge di cantarlo o recitarlo "stando in piedi", come si ascolta il Vangelo, in segno di riverente ossequio alla Madre di Dio. La prima parte dell'Akathistos (stanze 1-12) segue il ciclo del Natale, ispirato ai Vangeli dell'Infanzia (Lc 1-2; Mt 1-2). Essa propone e canta il mistero dell'incarnazione (stanze 1-4), l'effusione della grazia su Elisabetta e Giovanni (stanza 5),la rivelazione a Giuseppe (stanza 6), l'adorazione dei pastori(stanza 7), l'arrivo e l'adorazione dei magi (stanze 8-10), la fuga in Egitto (stanza 11), l'incontro con Simeone (stanza 12): eventi che superano il dato storico e diventano lettura simbolica della grazia che si effonde, della creatura che l'accoglie, dei pastori che annunciano il Vangelo, dei lontani che giungono alla fede, del popolo di Dio che uscendo dal fonte battesimale percorre il suo luminoso cammino verso la Terra promessa e giunge alla conoscenza profonda del Cristo. La seconda parte (stanze 13-24) propone e canta ciò che la Chiesa al tempo di Efeso e di Calcedonia professava di Maria, nel mistero del Figlio Salvatore e della Chiesa dei salvati. Maria è la Nuova Eva, vergine di corpo e di spirito, che col Frutto del suo grembo riconduce i mortali al paradiso perduto (stanza 13); è la Madre di Dio, che diventando sede e trono dell'Infinito, apre le porte del cielo e vi introduce gli uomini (stanza 15); è la Vergine partoriente, che richiama la mente umana a chinarsi davanti al mistero di un parto divino e ad illuminarsi di fede (stanza 17); è la Sempre-vergine, inizio della verginità della Chiesa consacrata a Cristo, sua perenne custode e amorosa tutela (stanza 19); è la Madre dei Sacramenti pasquali, che purificano e divinizzano l'uomo e lo nutrono del Cibo celeste (stanza 21); è l'Arca Santa e il Tempio vivente di Dio, che precede e protegge il peregrinare della Chiesa e dei fedeli verso l'ultima Pasqua (stanza 23); è l'Avvocata di misericordia nell'ultimo giorno (stanza 24). L'Akathistos è una composizione davvero ispirata. che conserva un valore immenso: a motivo del suo respiro storico-salvifico, abbraccia tutto il progetto di Dio coinvolgendo la creazione e le creature, dalle origini all'ultimo termine, in vista della loro pienezza in Cristo; CHIESA .....................................- DATA DEL CONCERTO .................... CONCERTO MEDITAZIONE: ANTIFONE "O" L'ANTIFONA è una frase, solitamente un verso di un salmo, cantata in gregoriano o anche in polifonia, che viene ripetuta in una salmodia durante un servizio religioso, come i vespri o la messa, oppure posta prima di un salmo o di una altro inno per evidenziarne un significato. L'antifona, nella messa, è fissa per ciascuna domenica dell'anno, e che, quindi, chi è particolarmente assiduo a tale pratica religiosa, dall'ascolto dell'antifona può ove eventualmente non lo sapesse - immediatamente comprendere in quale domenica dell'anno si è. ALBA NOVELLA (Le Antifone "O") Sette antifone per dire la meraviglia. Avvicinandosi il Natale cresce nella Chiesa l’attesa e la gioia, e si approfondisce la comprensione per l’evento della salvezza. Dal 17 dicembre in poi la preghiera assume una forma insolita. Ai Vespri si cantano le antifone dette «maggiori», perché «contengono tutto il succo della liturgia, sono adorne di un canto armonioso e pieno di gravità» (Guéranger). Incominciano tutte con «O...» dall'esclamazione iniziale che esprime lo stupore commosso della Chiesa di fronte alla contemplazione del mistero della venuta di Cristo, invocato con titoli desunti dal libro del profeta Isaia: Sapienza, Guida della casa d'Israele, Germoglio di Iesse, Chiave di Davide, Astro che sorgi, Re delle genti, Emmanuele, e manifestano che in quei giorni viene celebrato per noi qualcosa di meraviglioso e introvabile» (J. M. Hanssens). «Chi dice “O...’’ sta contemplando con il cuore colmo di stupore. Questi testi esprimono lo stupore commosso della Chiesa nella sua secolare, instancabile contemplazione del Mistero. Attraverso le classiche immagini della Bibbia essi enumerano una serie di titoli del Verbo incarnato. Ognuno di essi è una finestra aperta sul mondo» (M. Magrassi).. Sette antifone per dire: «Sarò lì domani» Se si leggono di seguito le iniziali latine dei titoli messianici che accompagnano l’esclamazione «O...», si ottiene un acrostico: ERO CRAS: sarò lì domani. L’invocazione contiene già l’esaudimento della preghiera; la nostalgia dei beni perduti diviene gioia del possesso; il desiderio di incontrare il Dio salvatore si fa contemplazione della sua vicinanza: «Il “vieni’’ che dopo la contemplazione introduce l’invocazione porta su di sé tutto il peso della speranza cristiana» (M. Magrassi). CHIESA .....................................- DATA DEL CONCERTO .................... |


